Food

Carne coltivata, non carne sintetica: perché le parole fanno la differenza

24 Febbraio 2025
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Negli ultimi anni, la carne coltivata è diventata un argomento di grande dibattito nel settore alimentare, spesso al centro di controversie e disinformazione. Viene erroneamente definita “carne sintetica” o “artificiale”, ma in realtà si tratta di carne vera e propria, ottenuta attraverso la coltivazione di cellule animali senza la necessità di macellare un animale. Questa innovazione ha radici nella bioingegneria e nella medicina rigenerativa, tecnologie che già da tempo vengono utilizzate, ad esempio, nella produzione di tessuti per trapianti. Il primo esperimento documentato risale al 2013, quando il professor Mark Post dell’Università di Maastricht presentò il primo hamburger realizzato interamente con carne coltivata in laboratorio. Il costo? Oltre 250.000 dollari, finanziati da Sergey Brin, co-fondatore di Google. Da allora, la tecnologia ha fatto passi da gigante: oggi diverse aziende, tra cui Mosa Meat, Upside Foods e Eat Just, stanno lavorando per rendere questo prodotto accessibile e sostenibile su larga scala.

 

Come viene prodotta la carne coltivata?

La carne coltivata viene prodotta attraverso un processo biotecnologico avanzato, che si sviluppa in più fasi:

Prelievo delle cellule: le cellule staminali vengono estratte da un animale vivo tramite una biopsia indolore o da un uovo fecondato. In alcuni casi, possono essere utilizzate anche cellule prelevate da carne già macellata.

Coltura cellulare: le cellule vengono inserite in un bioreattore, un ambiente sterile con condizioni di temperatura, pH e ossigenazione controllate. 

Nutrimento e crescita: per moltiplicarsi, le cellule ricevono una miscela di aminoacidi, zuccheri, vitamine e altri nutrienti, spesso in un siero di coltura privo di origine animale (inizialmente si utilizzava il siero fetale bovino, ma oggi la ricerca punta a sostituti vegetali). 

Formazione del tessuto muscolare: grazie a speciali impalcature biologiche (scaffold), le cellule crescono in strutture tridimensionali che imitano il tessuto muscolare naturale. Il risultato finale è un prodotto che, dal punto di vista nutrizionale e organolettico, è indistinguibile dalla carne convenzionale. Alcune aziende stanno lavorando anche per ricreare la marmorizzazione del grasso e migliorare la consistenza per rendere la carne coltivata sempre più simile a quella tradizionale.

 

Quali sono i benefici della carne coltivata?

L’adozione della carne coltivata potrebbe portare numerosi benefici, sia dal punto di vista ambientale che sanitario: 

Riduzione dell’impatto ambientale. Secondo uno studio dell’Università di Oxford, la produzione di carne coltivata potrebbe ridurre del 96% le emissioni di gas serra rispetto all’allevamento intensivo, che è tra le principali fonti di metano e CO₂. Inoltre, richiederebbe il 99% in meno di suolo e fino al 90% in meno di acqua rispetto agli allevamenti tradizionali. 

Maggiore sicurezza alimentare La carne coltivata viene prodotta in un ambiente controllato, riducendo il rischio di contaminazioni batteriche da Salmonella o E. coli, comuni nella carne tradizionale. Inoltre, essendo priva di antibiotici, contribuisce a contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, considerato dall’OMS una delle maggiori minacce per la salute pubblica globale. 

Etica e benessere animale La carne coltivata elimina la necessità di macellare miliardi di animali ogni anno. Secondo la FAO, nel 2021 sono stati abbattuti oltre 80 miliardi di animali per il consumo umano. Con la carne coltivata, questo numero potrebbe ridursi drasticamente, rendendo il sistema alimentare più etico e sostenibile.

 

Quali sono le sfide ancora da affrontare?

Nonostante i suoi vantaggi, la carne coltivata deve superare diversi ostacoli prima di diventare una realtà diffusa. 

Costo di produzione elevato Sebbene il prezzo della carne coltivata sia sceso notevolmente rispetto al primo hamburger del 2013, è ancora molto più alto rispetto alla carne tradizionale. Secondo una stima di Good Food Institute, una porzione di carne coltivata potrebbe costare oggi circa 10-20 dollari, contro pochi dollari per la carne convenzionale. Tuttavia, con il miglioramento delle tecnologie di coltura e l’automazione dei processi, i costi potrebbero scendere rapidamente. 

Accettazione da parte dei consumatori Molti consumatori sono ancora scettici riguardo alla carne coltivata. Uno studio condotto dall’Università di Bath ha rilevato che il 35% delle persone in Europa si dichiara riluttante a provare questo tipo di carne, principalmente per timori legati alla naturalità e alla sicurezza del prodotto. 

Regolamentazione e legislazione Attualmente, solo Singapore ha approvato la vendita della carne coltivata, consentendo a Eat Just di commercializzare il suo pollo coltivato nei ristoranti dal 2022. Negli Stati Uniti, la FDA e il Dipartimento dell’Agricoltura hanno dato il via libera alla vendita nel 2023, ma in Europa il processo di approvazione è ancora in corso.

Cosa dice la normativa sulla carne coltivata?

L’Unione Europea ha regole molto severe sui "novel food", e la carne coltivata deve superare rigorosi test di sicurezza prima di essere approvata. L'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sta valutando la prima richiesta di autorizzazione, presentata da una startup francese per la produzione di foie gras cruelty-free. In Italia, nel 2023, il governo ha vietato la produzione e la commercializzazione della carne coltivata, adottando una linea molto conservativa rispetto ad altri paesi europei. Tuttavia, se l’UE dovesse approvarne la vendita, l’Italia potrebbe essere obbligata ad adeguarsi alle normative comunitarie.

Quale sarà il futuro della carne coltivata?

l futuro della carne coltivata dipenderà da tre fattori principali: 

Sviluppo tecnologico. Con l’abbassamento dei costi e il miglioramento delle tecniche produttive, la carne coltivata potrebbe diventare competitiva con la carne tradizionale nei prossimi 5-10 anni. 

Accettazione sociale. Sarà fondamentale una corretta informazione per superare lo scetticismo dei consumatori e renderli consapevoli dei benefici di questa tecnologia. 

Quadro normativo. Le scelte dei governi e degli enti regolatori influenzeranno fortemente la diffusione della carne coltivata a livello globale.

Sebbene sia ancora agli inizi, questa innovazione potrebbe rappresentare una svolta nella produzione alimentare, riducendo l’impatto ambientale, migliorando il benessere animale e garantendo maggiore sicurezza alimentare. Il futuro della carne è davvero in laboratorio? Solo il tempo ce lo dirà.

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